EDIZIONE 2025

IL CAMERIERE
Regia: Giulio Pettenó
Produzione: Gamera, Central Productions Sagl (Svizzera)
Sinossi
Valerij, giovane neodiplomato di un istituto alberghiero, inizia uno stage come cameriere presso il Caffè Florian di Venezia, lavorando con impegno per abituarsi alle regole di una prassi esigente. Nel corso di questa esperienza, il ragazzo riflette sull’umanità che lo circonda; sente di volerla raccontare attraverso la scrittura di storie, che pratica da tempo ma di cui non è ancora del tutto consapevole. I clienti, i colleghi conosciuti attraverso il servizio, diventeranno modelli di confronto per trovare la sua strada, aiutandolo a misurarsi con la scelta più difficile: decidere chi vuole essere davvero.
Biografia
Giulio Pettenó classe 1994, inizia a lavorare come assistente di fotografia per Contrasto. Nel 2019 si diploma in regia al CISA di Locarno. Nel 2023 viene selezionato da Fondazione Fare Cinema per il corso di sceneggiatura seguito da Valia Santella e Bruno Oliviero. Finalista al Premio Solinas Documentario 2023 con il progetto Il cameriere. I suoi lavori nascono da una continua commistione fra cinema e fotografia. Il suo primo film come regista, il documentario Grand Hotel sotto la guida di Michelangelo Frammartino, è stato presentato in numerosi festival (70) tra cui il Locarno Film Festival e candidato come miglior cortometraggio documentario al Cilect Awards 2019. Ha realizzato i successivi lavori da regista, Rita e Notturno, sotto la guida di Bèla Tarr e Lech Kowalski.

LOST IN MINNESOTA
Regia: Stefano Giacomuzzi e Renato Rinaldi
Produzione: Small Potatoes
Sinossi
Un autore radiofonico intraprende un viaggio oltreoceano per scoprire la storia dietro una misteriosa collezione di pellicole 8mm. La ricerca di una casa che potrebbe o non potrebbe più esistere si trasforma in un’odissea attraverso paesaggi sconfinati e frammenti di storie dimenticate. Un’ode alla memoria, alla curiosità e alla capacità delle immagini di superare il tempo.
Biografie
Stefano Giacomuzzi è un regista. Sperimenta molto presto il documentario come strumento per avvicinarsi a vite insolite. Si laurea alla Bournemouth Film School e si forma presso il prestigioso centro di ricerca internazionale Fabrica. A diciannove anni realizza il suo primo lungometraggio, Sotto le stelle fredde, vincitore del Bellaria Film Festival. Il suo secondo film Pozzis, Samarcanda gli vale il riconoscimento di diversi festival internazionali (Millennium Docs Against Gravity, International Motor Film Awards). I suoi lavori sono stati visti su RAI, Netflix, DAZN. Insegna montaggio video all’Accademia di Belle Arti di Udine.
Renato Rinaldi è un artista poliedrico. Dopo anni di lavoro come attore apre una parentesi nella produzione di musica elettronica, in seguito si occupa della regia di documentari radiofonici. Produce podcast per Rai Radio 3, Radio France e RSI Radiotelevisione Svizzera. È uno degli autori più apprezzati di audio-documentari in Italia. Nel 2011 vince il Premio Solinas con il progetto Babel Blu. Nel 2023 per la Biennale di Venezia realizza l’installazione sonora Sot Glas. Per il cinema partecipa come autore al pluripremiato film Alpi di Armin Like (Visions du Reel, CPH:DOX, BAFICI, Viennale). Insegna al laboratorio di narrativa del suono all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Regia: Andrea Mura e Federico Savonitto
Produzione: Ginko Film, Plesnar & Krauss Films (Polonia)
Sinossi
Ewa Benesz è un’attrice e regista teatrale polacca che ha vissuto per più di trent’anni in una casa isolata nel sud della Sardegna, conducendo una vita appartata e semplice. Ora quella casa dove è stato ospitato un sogno, deve essere lasciata ai proprietari, dei pastori. Ewa è una delle ultime testimoni dell’esperienza teatrale di Jerzy Grotowski. Dopo una vita dedicata alla ricerca teatrale, vuole passare il testimone ai suoi allievi, trasmettendo loro un sapere che altrimenti andrebbe perduto. Nella sua intensa carriera ha sviluppato un proprio originale metodo teatrale che mira a trovare l’essenziale nelle azioni e nelle parole degli attori. Alcune scene d’archivio ci aiutano a comprendere l’evoluzione dal metodo Grotowski a quello di Ewa, nel corso degli anni. Queste pratiche risvegliano la vitalità e trasformano le percezioni da abitudini automatiche in espressione primaria. Questa esperienza parateatrale rivela la “realtà mitica” della vita più vicina.
Biografie
Andrea Mura è un documentarista diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, e laureato in Filosofia. Realizza come regista, operatore e montatore vari film documentari, cortometraggi e spot pubblicitari, partecipando a festival internazionali. Svolge attività di formazione nelle scuole, presso centri SPRAR e associazioni che si occupano di disagio mentale e sociale. Dal 2014 cura la direzione artistica del Sole Luna Doc Film Festival. Nel 2018 fonda la casa di produzione cinematografica Ginko Film.
Federico Savonitto è un documentarista italiano. Laureatosi a Trieste con una tesi sperimentale su Wenders poi pubblicata, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia. Collabora con Franco Maresco (Belluscone), con Vittorio Moroni e con lo scrittore Andrea Bajani, ricopre per due anni il ruolo di tutor di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Realizza documentari come La città sconosciuta, La fine che non ho fatto, Pellegrino, In un futuro aprile, Un nemico invisibile, Il piano segreto.
PREMIERE: Biografilm Festival 2025
FESTIVAL: Efebo d’Oro

WANDERLUST
Regia: Michele Trentini
Produzione: Jump Cut, Trotzdem
Sinossi
Uno scrittore e socio-antropologo francese intraprende “una camminata con le parole”, prestando la sua voce a riflessioni e punti di vista inediti e ispirati sul valore del camminare su colline e montagne, per il piacere di ridiscenderle, esposti agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi. Il camminare è un atto “di resistenza”, che riconduce il nostro rapporto con l’ambiente a una dimensione fisica e lenta, un atto “inutile”, in una contemporaneità che privilegia efficienza e rapidità. I paesaggi vissuti e attraversati dai camminatori si fanno immagine silenziosa e contemplativa. “Il significato del camminare è cambiato moltissimo, perché affidarsi solo al proprio corpo e alla propria volontà è un anacronismo in quest’epoca di velocità, istantaneità, rendimento, utilitarismo”.
Biografia
Michele Trentini è documentarista indipendente e svolge ricerca nel campo dell’antropologia visiva. Si è laureato in sociologia all’Università di Dresda approfondendo i metodi dell’etnografia e dell’antropologia con una ricerca sul comunitarismo ecologista tedesco. Dal 2007 al 2017 ha curato Eurorama, sezione di cinema etnografico del Trento Film Festival. È autore dei film monografici del progetto europeo “Carnival King of Europe” (Premio Nigra Antropologia Visiva 2007 e 2009), distribuiti dal Royal Anthropological Institute di Londra. Con l’omonimo film ha ottenuto il Grand Prize for Academic Film all’Academic Film Competition di Kyoto (2009). Ha realizzato diversi film, tra i quali Cheyenne, trent’anni (Premio Libero Bizzarri 2009), Piccola terra (Miglior Documentario Italiano a Cinemambiente 2012), Contadini di confine (Premio Touring Club Trento Film Festival 2015, Alpinestate (Concorso Internazionale Trento Film Festival 2022), Paesaggio rifugio (2023), Contadini di confine (Premio Dolomiti UNESCO Trento Film Festival 2024). Collabora con il Corso di Laurea in Scienze del Paesaggio dell’Università di Padova presso cui è docente di Landscape Video-making. Per la sua serie di film documentari dedicati al rapporto tra uomo e paesaggio alpino, pubblicati in dvd-book da Cierre, ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Triennale “Fare Paesaggio”.
EDIZIONE 2024

KREDE
Regia: Filippo Baracchi e Cecilia Irene Massaggia
Sinossi
Uno spazio apparentemente desolato e incomprensibile.
Immersa nella campagna, le Crede è una località popolata da pochi abitanti: alcune case sono chiuse da tempo, c’è una casa abbandonata. Gianni e Anna vivono qui: sono gli abitanti e i proprietari più anziani, cognati tra loro, consapevoli di vivere una dimensione abitativa privilegiata, dove nessuno li disturba e non devono rendere conto a nessuno. Gianni è un abile carpentiere per passione, a Anna piace cucinare.
L’autostrada passa accanto alle loro case: è l’A4 Torino-Trieste, popolata ogni giorno da centinaia di migliaia di tir.
Enrico e Loris vengono qui per lavorare: salgono sul trattore e svolgono i lavori che i campi richiedono. Conoscono bene il terreno argilloso delle Crede, difficile da gestire anche a causa del cambiamento climatico.
Alle Crede si transita, ma non ci si ferma. È un luogo di “nomadismo stradale”, interrotto talvolta da una sosta in coda o in una piazzola.
E intorno la natura continuamente si rigenera mentre il tempo scorre.
Biografie
Filippo Baracchi (Venezia, 1983) è giornalista e critico cinematografico; studente del corso di Produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato come organizzatore e esperto di media in vari contesti, non solo italiani. Laureato presso l’Università di Udine in Comunicazione Multimediale, fondatore dell’associazione Settimo Binario, promotore di progetti di media education, ha pubblicato “Cambiamo Programma” (Marcianum Press, 2014), “Il mio primo cane: diario di come amare un animale” (2019) e “Maledetta zappa – Due millennial prestati all’agricoltura” (Altreconomia, 2022). Regista del documentario Il cinema Bevilacqua (2012), ha collaborato con l’artista Armin Linke, lo Zentrum fuer Kunst Medien di Karlsruhe, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il sito Close-Up e il quotidiano “Il Gazzettino”.
Cecilia Irene Massaggia (Dolo – Venezia, 1985) è regista e scrittrice. Laureata in Lettere presso l’Università Cà Foscari di Venezia e diplomata in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha diretto documentari, spot e progetti indipendenti. Ha lavorato come producer, assistente alla regia e coordinatrice di produzione per film italiani e internazionali. Si è occupata di comunicazione aziendale e didattica dell’audiovisivo. Nel 2018 come producer ha vinto l’Interactive Key Award ai Media Key Award con lo spot “Cappuccetto Rosso” realizzato per Gruppo Generali da Ragù Communication. Nel 2012 ha partecipato come regista al Festival di Locarno nella sezione “Scuole senza Frontiere – Giovani Filmmaker” con il documentario La duecentenaria. Ha ottenuto menzioni speciali con cortometraggi e sceneggiature in vari festival italiani. Ha pubblicato “Maledetta zappa – Due millennial prestati all’agricoltura” (Altreconomia, 2022).

NOI SIAMO GLI ERRORI CHE PERMETTONO LA VOSTRA INTELLIGENZA
Regia: Erika Rossi
Produzione: Ghirigori Società Cooperativa, Trieste
Sinossi
L’Accademia della Follia, la compagnia teatrale composta da “matti di mestiere e attori per vocazione”, nasce negli anni ‘70 a Trieste ad opera di Claudio Misculin, poliedrico regista, attore e matt-attore, nell’ambito della rivoluzione basagliana e del movimento culturale che ne nasce. Sposando l’idea di Basaglia, Misculin ne diviene uno dei primi comunicatori attraverso il suo teatro sperimentale, che mette in scena brandelli delle storie di vita delle persone che hanno vissuto il manicomio. Claudio nell’arco di quarant’anni costruisce una realtà unica e innovativa, convinto che valorizzando la follia dei suoi attori, sia possibile superare la condizione di “malato”, e rivendicare l’importanza della nostra parte ‘folle’ in una società che rifugge tutto quanto sembra allontanarsi dalla norma. In centinaia di rappresentazioni sui palchi di mezza Europa e del Brasile, l’Accademia ha dimostrato al mondo che la follia è una risorsa e fa parte della normalità. Dopo la morte del suo fondatore il sogno dell’Accademia sembra essere al suo atto finale. Le altre due anime fondanti del gruppo, due donne, hanno preso in mano le redini e deciso che il lavoro dell’Accademia deve continuare.
Biografia
Nata a Trieste, dopo la laurea in Comunicazione si trasferisce a Milano dove si specializza presso l’Alta Scuola di Ideazione e Produzione audiovisiva dell’Università Cattolica.
Dopo una lunga esperienza a Rai Tre in qualità di autore tv, dal 2012 collabora come regista con diverse produzioni indipendenti del FVG. È due volte finalista del Premio Solinas Documentario per il Cinema nel 2014 e nel 2017, in cui si aggiudica una borsa di Sviluppo per il progetto Corte Battera. I suoi progetti documentari sono selezionati nei programmi di formazione europea Eurodoc e Archidoc e partecipano a numerosi festival internazionali. Tra i suoi documentari 50 anni di CLU (2023, Trieste Film Festival), La città che cura (2019, Trieste Film Festival), Tutte le anime del mio corpo (2016, Vision du Reel).
PREMIERE: Perugia Social Film Festival 2024
FESTIVAL: Film Festival del Garda 2024, Trieste Film Festival 2025
DISTRIBUZIONE: Lab80 film

Regia: Giuseppe Ferreri
Produzione: Flash Future, Verona
Sinossi
Giorgio Tomelleri, conosciuto come “Indiana Jones delle meteoriti”, e sua moglie Lina, da oltre trent’anni percorrono con la loro jeep migliaia di chilometri nei deserti di tutto il mondo. Nelle loro esplorazioni vanno alla ricerca di qualcosa di molto antico arrivato dallo spazio, le meteoriti. Frammenti di asteroidi che hanno viaggiato per milioni di anni prima di cadere sul nostro pianeta. La loro storia d’amore, fra cielo e terra, vede un’ultima spedizione nel deserto del Sahara con l’obiettivo di portare a casa frammenti di Marte e della Luna: le meteoriti più rare e preziose che ci sono. L’ESA (l’Ente spaziale Europeo) viene a conoscenza dei loro incredibili successi e li recluta per l’addestramento degli astronauti in vista delle prossime missioni.
Biografia
Giuseppe Ferreri è un regista e sceneggiatore italiano. Si diploma nel 2007 con il lungometraggio I passi di Alice presso la Scuola di Alta formazione Regia Cinematografica diretta da Marco Bellocchio. Nel 2013 realizza il documentario Più leggeri dell’aria dove racconta il viaggio interiore della prima compagnia italiana formata da pazienti psichiatrici. Nel 2014 scrive e dirige un episodio del film collettivo Tellurica, racconti dal cratere. Tra i protagonisti dei dieci che raccontano il sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio del 2012 episodi ci sono Roberto Herlitzka e Eleonora Giovanardi. Dal 2017 al 2018 lavora presso Paramount Channel Italia. Nel 2018 dirige il cortometraggio Nashida realizzato interamente con uno smartphone, il film è selezionato in numerosi festival internazionali affronta il tema del matrimonio forzato. Nel 2022 è selezionato dal Centro Nazionale del Cortometraggio di Torino con il suo cortometraggio Night Drops per la diffusione della cultura italiana nel mondo.

Regia: Matthias Lintner
Produzione: Helios Sustainable Films, Bolzano
Sinossi
Nelle incantevoli Alpi si svolge My Boyfriend the Fascist, la vera storia di Matthias, un regista di sinistra, e Sadiel, un instancabile attivista cubano. Quando la delusione verso la Cuba comunista spinge Sadiel verso idee di destra, la sua relazione con Matthias inizia a vacillare, mettendo alla prova i loro ideali e sentimenti. Attraverso l’obiettivo della videocamera di Matthias, questo ritratto intimo e appassionante segue la loro relazione, unendo la turbolenza politica con profonde trasformazioni personali. Un viaggio tra amore e ideologia, dove nulla è come sembra.
Biografia
Matthias Lintner è nato nel 1987 nelle Alpi italiane, dove le culture italiana e austriaca si scontrano. Dopo essersi diplomato come graphic designer, ha studiato regia alla Scuola tedesca di cinema e televisione di Berlino (DFFB). Ispirato dalla vita multiculturale della città, ha realizzato vari documentari e cortometraggi di finzione. Muovendosi tra Berlino, l’Italia e l’America Latina, parla correntemente tedesco, italiano, inglese e spagnolo. Il suo primo lungometraggio documentario Property – che ritrae poeticamente lo spazio urbano come in un’utopia insieme agli ultimi residenti di un complesso edilizio berlinese in via di gentrificazione – è stato presentato in anteprima nel 2019 al festival CPH:DOX prima di essere proiettato alla Duisburger Filmwoche (menzione speciale), New Horizons, Doc Sheffield, DocKassel, Karlsruhe, Achtung Berlin. Ha avviato il festival di cinema alternativo “Astra La Vista” a Bressanone, attirando l’attenzione del pubblico sui giovani registi locali mentre muovono i primi passi. Inoltre conduce workshop come parte della formazione cinematografica educativa.
PREMIERE: Bolzano Film Festival Bozen 2025 (Menzione Speciale della Giuria, Premio del Pubblico)
FESTIVAL: Pordenone Docs Fest, Hot Docs Canadian International Documentary Festival, Lovers Film Festival Torino, Mix Mexico City, Queer Lisboa, Oslo Fusion Festival (Audience Award Documentary Competition), First Steps Awards (Best Documentary), Duisburger Filmwoche, Queersicht Bern
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: The Open Reel
EDIZIONE 2023

IMPERFETTO
Titolo di lavorazione LAZZARONE
Regia: Francesco Mattuzzi
Produzione: Planck Films, Rovereto
Co-produzione: L’Eubage, Samarcanda Film
Sinossi
Michele è il riflesso “sbagliato” da cui le persone cercano le distanze. Non piace, non crea empatia anzi, disturba, irrita e non vuole compiacere nessuno. Michele è se stesso, forse la cartina tornasole di un concentrato umano a cui non vogliamo guardare? Intanto vive isolato, nella sua “favela” per colpa di un passato difficile, passa la maggior parte del tempo a spiare gli “umanoidi” attraverso il binocolo, come in un safari al contrario. La “favela” è la sua ultima salvezza, un purgatorio di penitenza che lo tiene in vita e, contemporaneamente, minaccia di spegnerla; la solitudine e la sua incapacità di cercare il prossimo sono una condanna dalla quale non riesce a liberarsi, anche se nonostante tutto anche lui cerca l’amore, forse attraverso gli abitanti del bosco o tra gli annunci pubblicitari di un giornale locale. Spesso si perde nella natura incontaminata dei boschi circostanti alla ricerca di un contatto, ha quasi voglia di mischiarsi tra gli alberi, l’erba, così da poter sparire e diventare altro, che non sia un uomo.
Biografia
Francesco Mattuzzi è regista e produttore cinematografico. Nel 2010 ha presentato il film 3D Future Archaeology nella sezione Orizzonti alla 67. Biennale di Venezia, e nel 2016 con The Weight of Dreams ha vinto il Premio RAI Cinema a Visioni dal Mondo International Film Festival di Milano. È stato selezionato come regista emergente al Berlinale Talents 2016, ed è docente in filmmaking presso la Libera Università di Bolzano. Ha recentemente vinto il bando Veneto Writing Lab in collaborazione con Torino Film Lab, per la scrittura del progetto di fiction It’s a Good Day Out.
PREMIERE: Trento Film Festival 2025
FESTIVAL: Cervino Cinemountain International Film Festival

Regia: Giuseppe Galante e Giorgia Sciabbica
Produzione: Ginko Film, Venezia
Sinossi
Il film racconta la storia di Lisca Bianca II, una barca a vela che da quasi 40 anni “cambia la vita delle persone”. Lisca è stata prima un nido d’amore per i coniugi Albeggiani, che l’avevano costruita, e con cui ha fatto per due volte il giro del mondo ed ora è diventata un’occasione di riscatto per persone con fragilità. Le storie di Marco e Andrea, gli skipper attuali della barca, di Diana Albeggiani, figlia dei vecchi proprietari, e di alcuni giovani impegnati in un percorso di giustizia riparativa, ci guideranno in questo viaggio tra passato e presente, per scoprire come un veliero possa incarnare per ognuno di loro il senso dell’utopia. Miglio dopo miglio, il film seguirà i tentativi di riscatto personale dei vari personaggi attraverso la mitica figura di Lisca, un “essere” quasi magico che, rinato dalle sue ceneri dopo anni di abbandono, continua a coltivare sogni di libertà.
Biografia
Da sempre appassionata del genere documentario, Giorgia Sciabbica persegue la sua inclinazione diplomandosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Sicilia. L’esperienza da filmmaker si fortifica all’estero, prima in una casa di produzione a Madrid e poi trasferendosi definitivamente a Londra. Nel Regno Unito inizia un percorso lavorativo, concentrandosi nella postproduzione televisiva. Accumula una solida esperienza presso importanti case di post-produzione come Splice e broadcaster come Warner Bros e Sky Tv.
Giuseppe Galante si laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Palermo. Durante gli anni universitari collabora con diverse associazioni culturali e politiche occupandosi di comunicazione audiovisiva. Dopo la laurea si trasferisce in Spagna dove ottiene un diploma in Documentario di creazione presso l’Observatorio de Cine di Barcellona, per il quale poi lavorerà come montatore. Come regista e filmmaker ha realizzato i documentari Baciami Giuda e I la nau va e contenuti audiovisivi per diverse organizzazioni culturali e sociali.
PREMIERE: Visioni dal Mondo 2024
FESTIVAL: Mediterraneo Video Festival, Mercurio Festival

Regia: Marko Kumer
Produzione: Incipit Film, Udine
Co-produzione: Rusaalka Films, Slovenia
Sinossi
Una battaglia etica e ambientalista unisce tre uomini lontani tra loro, leader di movimenti di protesta in tre diversi paesi, nel contrastare il più grande progetto energetico europeo mai concepito: un gasdotto che dall’Azerbaigian attraversa la Grecia e arriva fino al Sud dell’Italia. Il documentario segue le vicende di Themis, Ippazio e Altay: tre idealisti le cui ragioni saranno suffragate anche dalle condanne dei tribunali ai politici corrotti che hanno sostenuto la costruzione del gasdotto. Una prima vittoria in questa lotta volta a preservare la natura, la democrazia e i valori europei che ancora continua.
Biografia
Nato nel 1980 a Slovenj Gradec, Marko Kumer è regista e produttore di numerosi documentari e cortometraggi pluripremiati. Ha fondato le case di produzione cinematografica EnaBanda nel 2011 e Rusaalka Films nel 2016. È stato ideatore del seminario di sceneggiatura di cortometraggi Kratka Scena a Lubiana, dove sono ospitati i migliori esperti di sceneggiatura di tutta Europa. È anche uno dei promotori della giovane associazione di produttori Prodorni producenti, parte della più grande associazione di produttori slovena.
PREMIERE: Visioni dal Mondo 2024
FESTIVAL: Dokudoc Maribor

Regia: Julia Gutweniger e Florian Kofler
Produzione: Albolina Film, Bolzano
Co-produzione: Eutopiafilm, Austria
Sinossi
Anche se alla fine nessuno lo vuole ammettere – tutti vanno sull’Adriatico. Estate dopo estate, milioni di turisti sono attratti dalle spiagge apparentemente infinite tra Lignano, Jesolo e Riccione. Fila dopo fila, ombrelloni colorati dominano il paesaggio della “più grande vasca da bagno d’Europa”. Ma dietro si nasconde un gigantesco sistema che rende possibile la gestione industrializzata delle masse di vacanzieri. Vista mare offre uno sguardo dietro le quinte di questo sistema operativo, mostra le persone che lo fanno funzionare e racconta le loro realtà lavorative tra palme di plastica e pedalò. All’ombra del presunto idillio vacanziero, il film rende visibili quelle persone che iniziano a lavorare quando il resto di noi può finalmente smettere di farlo. Tra sogni estivi nostalgicamente trasfigurati e contratti stagionali precari, Vista mare cerca le crepe nel cosmo della spiaggia e mostra in immagini cinematograficamente precise le contraddizioni e gli abissi del sistema adriatico.
Biografia
Julian Gutweniger e Florian Kofler sono due filmmaker e artisti/e provenienti dall’Alto Adige e residenti a Linz in Austria. Insieme hanno creato il documentario lungometraggio Security123 (vincitore Next Masters a Dok Leipzig 2019 e Genziana d’argento – Miglior contributo tecnico-artistico al Trento Film Festival 2020) e i documentari mediometraggi Brennero e Pfitscher.
PREMIERE: Locarno Film Festival 2023 – Settimana della Critica
FESTIVAL: DOK Leipzig, Viennale, Festival dei Popoli, Duisburger Filmwoche, Stockholm International Film Festival, International Film Festival of India Goa, DocAviv , Bolzano Film Festival Bozen, Linz Film Festival – Crossing Europe
PREMI: Duisburger Filmwoche – Publikumspreis der Rheinischen Post, Festival dei Popoli – Premio Migliore Documentario Italiano
DISTRIBUZIONE: Trent Film








